A+ R A-

Agosto 2016 - Risultati indagine Confartigianato presso imprese associate sul tema del credito

202 imprese rispondenti, un campione quindi assolutamente rappresentativo del nostro territorio. Le imprese intervistate danno un voto analogo che si inserisce nella sufficienza piena (voto medio 6,6) sia all’accoglienza e professionalità del personale, sia di chi dirige la banca. Questa valutazione poco più che sufficiente sulla professionalità degli operatori bancari con i quali trattano le nostre imprese, si ritrova anche nel loro giudizio circa la capacità della loro banca a risolvere i problemi segnalati dall’azienda (voto medio 6,3) e nel grado di soddisfazione circa la frequenza delle risposte ricevute dal proprio referente bancario (voto medio 6,1). Va detto a tale riguardo che dalla convenzione di Basilea in poi il rapporto tra banca e impresa è notevolmente cambiato.
Oggi l’aspetto umano, gli elementi “sociali”, la conoscenza del direttore del tessuto economico locale, sono passati in secondo piano nei rapporti tra i due interlocutori e nella valutazione del rating, soppiantati da meccanismi tecnologici sui quali il personale bancario sembra avere poca incidenza e molta poca discrezionalità nelle decisioni rispetto ad un qualunque affidamento creditizio. Riteniamo pertanto che questi giudizi dei nostri imprenditori, fino a 10 anni fa sarebbero stati decisamente migliori di quelli che testiamo oggi. Le percezioni attuali dei nostri imprenditori quando pensano alla loro banca non sono infatti affatto positive: il 52% degli interpellati ce le classifica come negative, o comunque che gli trasmettano sensazioni di ansia, di angoscia, financo di preoccupazione. Gli imprenditori “tranquilli” o con sensazioni positive sono solo il 24%, l’altro 24% sono indifferenti. Entrando nello specifico del tema credito, abbiamo chiesto loro di fornirci una valutazione su 4 elementi: costo del denaro, costo dei servizi, accesso al credito e tempi di erogazione del credito. Ebbene, su tutti gli aspetti trattati vi è una valutazione prettamente negativa da parte dei nostri imprenditori, con punte di negatività sul costo del denaro. Su quest’ultimo il 53% delle imprese interpellate ci dice che è elevato, se non quasi inaccessibile; sul costo dei servizi, come sull’accesso al credito e sui tempi di erogazione è invece critico circa il 40%. Tant’è che il 35% degli imprenditori interpellati ha avuto un riscontro più negativo nei rapporti con la propria banca rispetto alle sue aspettative iniziali, a fronte di un solo 10% che invece si è dichiarato più che soddisfatto rispetto alle sue attese. Un altro elemento molto importante che è emerso dalla nostra indagine, che è in linea con il mutato rapporto tra banca e impresa degli ultimi anni, risiede nel fatto che la valutazione dei nostri imprenditori circa la capacità della banca di fornire un supporto tecnico di fronte alla presentazione da parte dell’azienda di un progetto di sviluppo innovativo rasenta la sufficienza (voto medio 6,1) e conferma quella sensazione attuale di poca fiducia nel sistema bancario, non solo nell’erogazione di credito nella misura richiesta e ad adeguate condizioni, ma anche nell’aiutare il piccolo imprenditore che non ha alle spalle una solida struttura aziendale a sviluppare la propria attività. A tale riguardo, i nostri associati ritengono assolutamente importanti le convenzioni dell’Associazione con il sistema bancario per migliorare l’accesso al credito, attribuendogli un voto quasi vicino all’8. A proposito di accesso al credito, per concludere, non vi è una preminenza particolare da parte delle nostre imprese a considerare più utile finanziamenti a breve o a medio lungo termine. Le necessità sembrano molto simili poiché vanno corrisposte alle strategie aziendali. Quello che si può evidenziare è che, per le imprese, l’utilizzo di smobilizzi (Ri.ba e anticipo fatture) è considerato elemento primario per dare ossigeno alla propria attività.
 
Nota del Presidente della Confartigianato Imprese di Massa – Carrara, Sergio Chericoni
La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel primo semestre del 2016 è rimasta a livelli preoccupanti, rischiano di prolungare i loro effetti negativi sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie, le quali dal 2007 hanno perso un potere di acquisto di oltre € 4.500 annue. Il tempo delle attese è finito. Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese. Occorrono interventi per una minore burocrazia e un minore costo del lavoro oltre all’attuazione di politiche per l’edilizia, per rimettere in moto una filiera importante dell’economia. In questo ambito il rapporto banca/ impresa è un fattore determinante per cui occorre trovare soluzioni per un migliore dialogo operativo finalizzato a supportare le aziende rispetto ai loro programmi imprenditoriali. Il nostro sondaggio rappresenta in maniera significativa q7uali sono le esigenze e le aspettative delle imprese. Le risultanze di questa indagine saranno oggetto di ulteriori approfondimenti interni alla Associazione per individuare percorsi concreti per contribuire a sostenere le aziende nelle loro attività.

indaginebancheago16

indaginebancheago16

 
 
 
 
 
 

CONFARTIGIANATO IMPRESE MASSA CARRARA VIA MASSA AVENZA 38/B - 54100 MASSA  C.F. 92044470455

Informativa Privacy